L'idea alla base delle 'note' è un po' quella di, al contempo, analizzare come nascono certi concetti della fisica - di quella che al momento conosco meglio - e mostrare il lato umano dei suddetti concetti. Troppo spesso ci si dimentica di come nasce l'idea fisica: percezione sensoriale di un fenomeno, scomposizione e analisi, traduzione matematica.
Ecco, va osservato che è in primo luogo la percezione sensoriale ad essere falsata: dallo stesso ambiente ognuno estrapola diversi caratteri sensoriali - in altre parole, ad ognuno 'rimane impresso' qualcosa di differente, e l'analisi si svolge proprio su ciò che 'rimane impresso'.
In secondo luogo, c'è un'eliminazione cosciente di dati che consideriamo secondari o fuorvianti: una volta elaborata una teoria che ci piace, siamo ben disposti a chiudere un occhio sui fattori percepiti che la falsano. Etichettare questi fattori come accidentali li scredita a beneficio della teoria, che a questo punto può essere formalizzata per bene.
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venerdì 20 luglio 2012
venerdì 13 luglio 2012
Alcune brevi note sulla precessione
Mi sono reso conto ora che oggi è venerdì, che non avevo scritto niente e che è quasi ora di cena - non in quest'ordine, a dire il vero, ma non che sia fondamentale.
Il termine 'precessione' - ho deciso che da ora in poi userò gli apostrofi come virgolette - è legato a un gran numero di fenomeni fisici: in questi giorni ho sotto esame il moto che la trottola compie quando ha rallentato ma ancora non si è fermata, ovvero i pochi istanti che passa girando su se stessa ma con l'asse sbilenco, se mi si passa il termine. Obliquo forse sarebbe più corretto, ma lasciam stare queste quisquilie.
Il termine 'precessione' - ho deciso che da ora in poi userò gli apostrofi come virgolette - è legato a un gran numero di fenomeni fisici: in questi giorni ho sotto esame il moto che la trottola compie quando ha rallentato ma ancora non si è fermata, ovvero i pochi istanti che passa girando su se stessa ma con l'asse sbilenco, se mi si passa il termine. Obliquo forse sarebbe più corretto, ma lasciam stare queste quisquilie.
venerdì 6 luglio 2012
Le intermittenze della vita
Insieme a Le intermittenze della morte avevo preso un altro romanzo di Saramago - trattasi, per la cronaca, di Tutti i nomi -, ma ora ho aspettative troppo alte sull'autore perché sia giusto che io lo inizi a leggere, e così, per spezzare, ho deciso di passare alla poesia: seguendo un vecchio consiglio della Donnola ho deciso di leggere qualcosa di Montale, e la scelta è caduta su Le occasioni.
martedì 19 giugno 2012
Integrare per parti (come non l'avete visto mai)
(ho anche aggiunto la libreria aNobii, qui a destra. Sarà un annetto che non la aggiorno - non c'è Pessoa! -, ma ora mi ci metto e lo faccio.)
venerdì 11 maggio 2012
L'insetto e i suoi derivati
Quest'oggi l'Originale ha tirato giù la solita manfrina del comprendere la vita riportandola a schemi matematici: noialtri gli si vuole bene, e ormai, un po' come col caro nonnetto che ha perso qualche colpo, tendiamo ad annuire con fare condiscendente alle sue uscite, così da non scatenare interminabili discussioni.
Ad ogni modo, il nostro, come ogni buonfondamentalista matematico, è diventato sostanzialmente sordo a qualsiasi critica al suo sistema di pensiero, così che ogni tanto ci si può arrischiare a contraddirlo, fino ad asserire addirittura l'esatto opposto di ciò che sostiene.
Esempio: «Bisognerebbe scegliere se capire la vita o viverla.»
L'asserzione di cui sopra mostra in generale come la correttezza grammaticale non abbia nulla a che fare con la sensatezza del pensiero espresso - parlo di (mancata) sensatezza perché si può osservare come la frase mantenga sostanzialmente immutato il proprio significato sostituendo a "capire" un qualsiasi verbo, eccezion fatta per vivere. Da un altro punto di vista, è una frasetta che può essere usata per demolire qualsiasi proposito, ed è quindi in qualche modo un mezzo ideale per accendere le discussioni - se non fosse che l'Originale non ha abboccato. Che peccato.
Mentre riflettevo sul capire la vita o viverla, mi sono imbattuto nella seguente striscia:
La fonte è xkcd, ed esemplifica bene come non si possa fare lo scienziato; si è uomini di scienza, più come un temperamento che come un talento (il titolo della striscia è proprio "Temper"), e questo può destare un certo interesse nella categoria.
Per volare più basso: ieri ho avuto la brillante idea di lasciar "cambiare aria" alla mia stanza fino alle 8 di sera, con il bel risultato di trovarmi al momento di andare a dormire invaso da insettini di diversa stazza e specie. Per quanto più di qualcuno, per il troppo osare, fosse finito arrosto nella lampada, ne rimanevano in numero tale da non poterli schiacciare tutti a colpi di ciabatta, così si è dovuti passare al DDT, per poi arieggiare la camera per evitare conseguenze spiacevoli quanto crudamente ironiche. Prevedibile esito: ancora più insettini.
Nicolaj ha portato un po' d'ordine in tutto ciò - entusiasmato dall'insetticida come fosse un oppiaceo, ha prima provveduto ad aggravare la situazione dell'ossigeno come minoranza etnica nella comunità dei gas presenti in camera, per poi, armato di una ciabatta per mano, abbattere uno per volta i coraggiosi superstiti nemici - da segnalarsi un'uccisione per lancio della calzatura, di indubbio effetto scenico.
I nostri eroici uomini di scienza (più qualche intruso) saranno nuovamente impegnati stasera a capire la vita e svelare i profondi misteri dell'esistenza rimanendo incollati dietro ad un monitor per trastullarsi con giochi di 15 anni fa.
Son cose che ci si deve nascere per forza.
Ad ogni modo, il nostro, come ogni buon
Esempio: «Bisognerebbe scegliere se capire la vita o viverla.»
L'asserzione di cui sopra mostra in generale come la correttezza grammaticale non abbia nulla a che fare con la sensatezza del pensiero espresso - parlo di (mancata) sensatezza perché si può osservare come la frase mantenga sostanzialmente immutato il proprio significato sostituendo a "capire" un qualsiasi verbo, eccezion fatta per vivere. Da un altro punto di vista, è una frasetta che può essere usata per demolire qualsiasi proposito, ed è quindi in qualche modo un mezzo ideale per accendere le discussioni - se non fosse che l'Originale non ha abboccato. Che peccato.
Mentre riflettevo sul capire la vita o viverla, mi sono imbattuto nella seguente striscia:
| «Or am I a scientist?» |
La fonte è xkcd, ed esemplifica bene come non si possa fare lo scienziato; si è uomini di scienza, più come un temperamento che come un talento (il titolo della striscia è proprio "Temper"), e questo può destare un certo interesse nella categoria.
Per volare più basso: ieri ho avuto la brillante idea di lasciar "cambiare aria" alla mia stanza fino alle 8 di sera, con il bel risultato di trovarmi al momento di andare a dormire invaso da insettini di diversa stazza e specie. Per quanto più di qualcuno, per il troppo osare, fosse finito arrosto nella lampada, ne rimanevano in numero tale da non poterli schiacciare tutti a colpi di ciabatta, così si è dovuti passare al DDT, per poi arieggiare la camera per evitare conseguenze spiacevoli quanto crudamente ironiche. Prevedibile esito: ancora più insettini.
Nicolaj ha portato un po' d'ordine in tutto ciò - entusiasmato dall'insetticida come fosse un oppiaceo, ha prima provveduto ad aggravare la situazione dell'ossigeno come minoranza etnica nella comunità dei gas presenti in camera, per poi, armato di una ciabatta per mano, abbattere uno per volta i coraggiosi superstiti nemici - da segnalarsi un'uccisione per lancio della calzatura, di indubbio effetto scenico.
I nostri eroici uomini di scienza (più qualche intruso) saranno nuovamente impegnati stasera a capire la vita e svelare i profondi misteri dell'esistenza rimanendo incollati dietro ad un monitor per trastullarsi con giochi di 15 anni fa.
Son cose che ci si deve nascere per forza.
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