giovedì 10 novembre 2011

Quando il dovere chiama

Il nostro sta ancora decidendo cosa scegliere. Nel frattempo, i principali risultati sono, non necessariamente in quest'ordine di gravità:
1) sonno in quantità irrisorie;
2) vita sociale ridotta - e neanche sempre - alle sole ore pasti;
3)  lo studio invece tutto bene, domani arrivano i mobili e meno male che la carta da parati è già a posto.

Parlando d'altro, in vista del compitino di domani all'impegno nel ripasso si sostituiscono da diversi giorni ben altre attività, di ben altro spessore intellettuale: si impanano fragole, si scrivono poesie in cui le ragazze - in sgargianti voli pindarici - sono comparate allo sgradevole cibo della mensa, si pensa a cosa si farà in caso di 30 e lode, assicurandosi nel contempo che l'eventualità non abbia luogo (se non per intervento divino).

Fine degli aggiornamenti. 
Anzi no, ancora una cosa: doveva venire la fidanzata di Nicolaj, ma alla fine non si capisce bene; diremo solo che è una tipa talmente all'avanguardia che, anziché dire che ha il mal di testa, dice che ha la stomatite. Son finezze, nevvero?

1 commento:

  1. Ebbene, noialtri si è scelto di sacrificare le ore di sonno, constatando che delle tre è l'opzione che più soddisfa lo spirito, sebbene né abbia da ridire il corpo. Se già le scansioni orarie ti fossero ostili, poi - come accade spesso al sottoscritto -, tanto vale disfarsi anche dell'ultimo brandello di fase REM in funzione degli studii e della società: distruttivo ma produttivo.

    Miao.

    Ps: Sono Ailuro, avanti così che 'sto blog promette bene.

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