venerdì 23 marzo 2012

L'amore ai tempi del moscerino

Uno capisce l'importanza delle mezze misure quando i risultati di un certo calcolo passano da 0.000017 a 941, e si vorrebbe un misero 35; uno capisce l'importanza della pizza a domicilio durante un LAN party, quando si preferirebbe iniziare a sgranocchiare l'arredo circostante piuttosto che staccarsi dal computer; ma Biagio l'Originale non lo capirete mai.

Quello che invece potete trarre dalla singolarità dei suoi ragionamenti è ciò che concerne la differenza tra uso di buonsenso e di logica: nel primo caso probabilmente non vi troverete a criticare il diritto alla vita o a ricondurre i problemi della razza umana a esperimenti in cui degli scienziati fanno ubriacare dei moscerini in cerca di grandi verità (la Storia ringrazia per la metafora).
Nel secondo, sì.

Sarebbe tedioso dilungarsi sull'esatto contenuto dell'articolo, e in questo caso dovremmo offrire all'Originale il diritto di replica, opportunità quanto più perigliosa ed evitanda. Permettetemi di soprassedere.

Risalendo la lista: nello scorso articolo è riuscito a fuggire dalla bozza un paragrafo riguardante la generica definizione di LAN party e la sua attuazione negli ameni circoli universitari trentini. Fortunatamente l'insieme dei lettori è strettamente contenuto in quello dei partecipanti ai suddetti party, e quindi il paragrafo non sarebbe stato di grande utilità: ma, fingendo di rivolgersi al grande pubblico del web (?), bisognerà porgere le scuse per la propria disattenzione e riproporlo qui.

Un LAN party è quella cosa che tra una settantina d'anni, ma anche meno, si organizzerà nei centri anziani al posto delle partite a bingo: consiste in una serie di computer tutti vicini tra loro sui quali gira un gioco. I computer sono collegati, così che chi si trova davanti allo schermo possa giocare assieme agli altri. Chiaro? No? Meglio, dal punto che questi sono i passatempi dei nostri eroi, e più risultano torbidi e meglio è.

Il gioco in questione - già detto? Forse: nel caso, perdonate la ripetizione - è Age of Empires II. Il sottoscritto è, malgrado il suo impegno, un pessimo giocatore, ma nel circolo sono presenti vere e proprie macchine da guerra, i Lao Tzu del ventunesimo secolo. Che spreco.
Solo per evitare fraintendimenti: se pensate che l'Originale sia tra questi, ecco, sbagliate. Non sarebbe male, ma tende a confondersi con The Sims, curando estetica e simmetria nel creare la propria città piuttosto che combattere il nemico; con tutto ciò, risulta comunque più forte di chi ora scrive.

Per quanto riguarda il primo punto, ovvero i risultati del calcolo, c'è ben poco da dire.
Una buona idea potrebbe essere quella di mettere in epigrafe alla relazione una citazione come:
«La finzione dev’essere credibile, ma la realtà questo dovere non ce l’ha mica.»
 A presto!

(La donnola ha aperto un blog! Sono riportate le sue diatribe con l'Originale - tutta la nutrita redazione di Biageide aspetta con ansia una rissa tra intellettuali.
Se continua così non ci sarà da attendere molto.)

sabato 17 marzo 2012

All we need is Radio Povo

Tecnicamente è sabato, e quindi sarei già venuto meno al proposito di pubblicare un articolo ogni venerdì. Però non chiudo ancora occhio da stamattina, e magari non si può dire che la giornata sia conclusa.

Ad ogni modo: concludere (finalmente!) una relazione di laboratorio non è mai un qualcosa di estremamente rilassante. Lo è ancora meno se si è in compagnia di tre sconosciuti che in uno squallido tentativo di imitazione dello Zoo di 105 fanno per ore delle registrazioni su una base per karaoke di Nella vecchia fattoria.

Tentare di boicottare le registrazioni mettendo a tutto volume su youtube brani culturalmente elevati, quali la Marcia Turca di Mozart, la Sonata al Chiaro di Luna di Beethoven e Una Rotonda sul Mare di Fred Bongusto (trova l'intruso) risultava quasi d'obbligo, la risposta "Noi non trattiamo con gli ingegneri" - perché sì, di ingegneri si trattava - ad un tentativo di approccio dei tre suddetti era forse di gusto discutibile, ma i nostri ne sono grossomodo usciti vivi.

Anche la relazione è carina. L'idea di fondo è che bisogna prendersi la responsabilità di tutto ciò che si scrive, ma, dato il rischio di produrre inaudite fesserie, locuzioni come parrebbe possibile vedere nelle misure, sembrerebbe che i risultati possano indicare et similia pullulano per tutto il testo.
Si è poi avuta cura di ignorare tutti i discorsi di "etica professionale", e d'altronde sarebbe stato un po' difficile dover giustificare cose come cambi repentini della forza gravitazionale, o improbabile supporre un'errata formulazione di leggi ben accettate da circa 4 secoli, e qualche calcolo ad hoc non poteva mancare. Naturalmente è ancora presto per il verdetto finale (non è stata ancora neanche spedita).

Per quel che riguarda il pomeriggio attuale, dopo aver speso la prima parte in maniera più che produttiva (aspettando che la lavatrice finisse di lavare i panni per rendersi conto, a fine lavaggio, di non aver inserito il sapone), si è proseguito col sopracitato* LAN party; a riprova del fatto che l'importante non è solo partecipare, i nostri per assicurarsi la vittoria hanno pensato bene di impostare una partita 6 contro 2, lasciando le cpu nel team meno numeroso. L'ultima partita, appena più equilibrata - ma con le cpu sempre in inferiorità numerica - si è conclusa con una tremenda disfatta dei nostri, sotto assedio dal terzo minuto circa.

Questi ed altri motivi spingono il sottoscritto a chiudere l'indecente campagna odierna quanto prima, per annegare le umiliazioni di guerra nel sonno.

*: per chi si domandasse in quale sopra questo LAN party viene citato: attendere venerdì prossimo.

venerdì 9 marzo 2012

Generalizzazioni affrettate

Le facoltà scientifiche sono, in linea di massima, quelle che maggiormente contribuiscono a creare delle deformazioni professionali, a patto di uscirne vivi e trovare una professione - entrambe ipotesi azzardate, a dire il vero -; è pure vero che il più delle volte ad uscirne vivi e trovare una professione sono menti già abbastanza deformi di loro in partenza, e così non è previsto nessun indennizzo per chi decide di dedicare la propria vita alla scienza.

(Del resto, spesso fare scienza non è tanto una professione quanto una vocazione. A ben, guardare, non sono poche le analogie con la casta sacerdotale: il rispetto totale ed incondizionato per libri che nessuno ha mai veramente letto, almeno non nella versione originale; gli incontri in luoghi tirati su da gente che della materia non capisce assolutamente un tubo; l'accettazione formale di regole poi "dimenticate" o variamente eluse; la contribuzione più o meno diretta a immani stragi; l'obbligo al celibato.)

Bisogna avere presente che basta già superare più o meno incolumi l'esame di Analisi I perché si comincino a risvegliare tic nervosi prima sconosciuti quando qualcuno proferisce banalità come «A tutto c'è un limite!», o perché si trovi incredibilmente ilare la punchline «Occhio al quadrato!» al sopravvenire di detti salomonici.

L'ultimo esempio disponibile è piuttosto recente: l'Orientale, in vista di una partita in LAN ad Age of Empires II - non possiamo più organizzare crociate, quindi ci si arrangia - si reca in un negozio di informatica.
Quando il rivenditore, ignaro del fatto che col procedere della triennale i fisici iniziano a ragionare in micron, si rifiuta di srotolare il cavo di 3 metri per far avere alla clientela un'idea di quanto sia effettivamente lungo - opponendo un «3 metri sono 3 metri in qualsiasi parte dell'universo!» - non può aspettarsi risposta più cortese di un gelido «Quasi».
E infatti così è stato.
Lo sventurato non rispose.

venerdì 2 marzo 2012

Fuori misura

La prima sessione di laboratorio - quattro estenuanti ore in cui apprendisti fisici sperimentali hanno dovuto misurare la lunghezza di alcuni cilindretti di metallo - non si può dire essere stata particolarmente challenging dal punto di vista dell'intelletto, sempre che la vostra idea di sfida non rientri nel mostrare che sapete utilizzare un metro a nastro: va detto che, a meno di avere una scimmia infiltrata nel laboratorio, qualcuno che col metro a nastro qualche difficoltà l'ha avuta c'è stato.

Controllando le misure, fatte con strumenti via via più accurati, risulta che i suddetti cilindri sono lunghi sempre meno di 14.5 millimetri, al che non si spiega come possa qualche disgraziato aver potuto, con il metro, vederne uno lungo ben 15.
Viene solo in mente l'episodio di un compagno di scuola delle medie, che riteneva che, dal momento che il primo numero è 1, le misure andassero prese anche a partire appunto dalla tacca segnata con 1 - per dare un'idea più completa del tipo potrebbe essere utile ricordare di quando, trovando nel compito in classe d'inglese un esercizio del tipo Riordina le seguenti frasi ponendo le parole nell'ordine corretto, ebbe a dire che nella sua scheda c'era evidentemente qualche errore di battitura, dal momento che le frasi erano tutte scombinate.


Un intelletto di simile livello possiede evidentemente chi sceglie il gusto del mese nella gelateria di Piazza Duomo: cannolo siciliano. Quasi peggio del gelato al panettone, il gelato al cannolo, provato con gran sprezzo del pericolo da Nicolaj - che l'ha poi gettato in un secchio -, si presenta come un impasto di calce e canditi, di cui ammirevolmente pare conservare anche il sapore.
A questo punto un'ottima idea per il prossimo mese sarebbe un gelato al Gargamella, sulla falsariga del Puffo, o alla cotoletta milanese, o, perché no?, al vetro di Murano.

(Son delusioni.)

Altra delusione è stata la mancata realizzazione della gita a Bolzano dovuta a delazioni del giorno immediatamente precedente: momenti in cui ci si aspetta di sentire qualcosa come Verrei, ma mi scade lo yogurt ma anche Devo tenere compagnia al tostapane, e cose simili.
Se tra i lettori ci fossero i diretti interessati, non vi preoccupate, sappiamo che c'erano delle validissime ragioni e non lo negheremmo mai e speriamo anche un giorno magari di scoprirle, per intanto comunque ci fidiamo.

In ultima battuta, preludio al termine di qualsiasi attività accademica/sociale/sportiva (quelle non c'erano neanche prima) è l'ottenimento dell'installer di Age of Empires, ottenimento che ha avuto luogo giusto oggi e che ha causato la perdita dell'intero pomeriggio. Speriamo sia un fuoco di paglia.

Altrimenti, autorizzo qui Nicolaj a buttare giù la porta di camera mia e strapparmi dal pc a viva forza, per la mia salute fisica e/o mentale.

venerdì 24 febbraio 2012

Scacco matto

L'inizio del nuovo semestre ha portato con sé alcune novità, quali la separazione di matematici e fisici, un orario di 3 (tre) mattine la settimana per i colleghi giuristi - che in effetti di ingiurie stan diventando piuttosto esperti -, la scomparsa dell'Ingegner Pulsante - ufficialmente attribuita alla neve, ma parrebbe più probabile supporlo annegato nell'olio di qualche condimento troppo abbondante - e l'utilizzo di aule con l'attaccapanni.

Vedere l'arredamento dell'aula in cui si studia elencato tra le novità del semestre farebbe porre a qualsiasi persona ragionevole qualche domanda sulla qualità della propria esistenza. Fortunatamente qui non si rientra nella categoria.

 Il docente di Laboratorio ha recisamente annunciato che «il fisico sperimentale non è quello che riceve ordini dal teorico e va ad avvitare bulloni» per poi indicarci dove trovare le chiavi inglesi, abbiamo rilevato che un programma professionale e gratuito è necessariamente scomodo - tranne per chi l'ha scritto, che d'altronde non butta tempo per rendere comodo agli altri qualcosa per cui non guadagnerà un soldo -, che le Serie di Fourier son venute fuori nell'età napoleonica per non far sciogliere i cannoni, qui abbiam tutti pensato a Feynman ma nessuno ha detto niente, e che, infine, se si riesce ad innescare un effetto di risonanza qualsiasi oggetto prima o poi cade in pezzi.
(Ma i Nokia prodotti negli anni '90 fanno eccezione.)

L'Originale si è presentato in facoltà entusiasta delle fantastiche ore passate nella serata precedente: dopo qualche minuto di frasi sconnesse sono cominciati ad emergere i primi dati, vertenti su "una partita di scacchi che non ti puoi immaginare", nonché sugli altissimi picchi di adrenalina raggiunti. È una cosa che mette un po' tristezza, considerando che non era neanche una variante alcolica del gioco.

Dulcis in fundo, è da riportare la pronta risposta di un compagno di facoltà all'affermazione di una ragazza in autobus: dopo aver sentito che, dei 4 ragazzi che la circondavano, 3 non avevano la patente e uno l'aveva ma senza saper guidare, la scellerata ebbe da esclamare: "Ma che uomini siete!".
Al che il nostro: "Scusami, non sono nato per soddisfare i tuoi preconcetti sessisti.", per poi rivolgersi a noi e chiedere: "E questa sarebbe una donna?".
La poverina non ha controbattuto.

(in realtà qualche insulto l'ha bofonchiato)

venerdì 23 dicembre 2011

False partenze

La Donnola è partita - è stata, forse, la prima -, Nicolaj è partito, è partito l'Orientale e l'Ingegner Pulsante, anche l'Originale ha dovuto accettare il fatto che le lezioni sono finite, e non ci sono altre opzioni, si torna a casa.

Volevo approfittare del periodo morto per introdurre il Sardo Scorbutico - in realtà non so perché non l'ho fatto prima.
Si capisce che è sardo dal modo in cui pronuncia la parola "pecora", si capisce che è scorbutico perché tendenzialmente lo fa per insultare l'interlocutore, chiunque egli sia e a prescindere dal contenuto della conversazione; il Sardo Scorbutico è l'amico che vorreste regalare al vostro peggior nemico, o a qualunque persona sola che pensate non sappia apprezzare il valore della solitudine; è l'ospite perfetto per il party a cui non siete stati invitati, e il miglior compagno per la fanciulla che vi ha malamente scaricato.
Il Sardo Scorbutico offre crostata nei cartoni della pizza, fa colazione con birra e pomodori - ma disgraziatamente la cosa non sta avendo conseguenze - e si diletta guardando su Youtube video di satanisti e presunti fondamentalisti cristiani. Va anche a rubare i lumini dai cimiteri, ma è un qualcosa a metà tra una leggenda e un segreto, quindi fate finta di non aver letto.
Ogni tanto se ne sentirà parlare!

Tornando all'argomento in apertura, invece, il ritorno ai luoghi natii ha innumerevoli vantaggi spesso sottovalutati, che molti sembrano non cogliere: non si è costretti ad andare in giro conciati come l'Omino Michelin, per dirne una.
Non si deve pagare per un pasto a base di verdura bollita - crudele ironia! -, e a fatica ci si trattiene dal consegnare ai propri genitori la tessera della mensa, non si deve andare a buttare la spazzatura né pulire periodicamente i bagni. O almeno questo è quello che pensavo.

Scusate, devo andare a passare lo straccio.