La Donnola è partita - è stata, forse, la prima -, Nicolaj è partito, è partito l'Orientale e l'Ingegner Pulsante, anche l'Originale ha dovuto accettare il fatto che le lezioni sono finite, e non ci sono altre opzioni, si torna a casa.
Volevo approfittare del periodo morto per introdurre il Sardo Scorbutico - in realtà non so perché non l'ho fatto prima.
Si capisce che è sardo dal modo in cui pronuncia la parola "pecora", si capisce che è scorbutico perché tendenzialmente lo fa per insultare l'interlocutore, chiunque egli sia e a prescindere dal contenuto della conversazione; il Sardo Scorbutico è l'amico che vorreste regalare al vostro peggior nemico, o a qualunque persona sola che pensate non sappia apprezzare il valore della solitudine; è l'ospite perfetto per il party a cui non siete stati invitati, e il miglior compagno per la fanciulla che vi ha malamente scaricato.
Il Sardo Scorbutico offre crostata nei cartoni della pizza, fa colazione con birra e pomodori - ma disgraziatamente la cosa non sta avendo conseguenze - e si diletta guardando su Youtube video di satanisti e presunti fondamentalisti cristiani. Va anche a rubare i lumini dai cimiteri, ma è un qualcosa a metà tra una leggenda e un segreto, quindi fate finta di non aver letto.
Ogni tanto se ne sentirà parlare!
Tornando all'argomento in apertura, invece, il ritorno ai luoghi natii ha innumerevoli vantaggi spesso sottovalutati, che molti sembrano non cogliere: non si è costretti ad andare in giro conciati come l'Omino Michelin, per dirne una.
Non si deve pagare per un pasto a base di verdura bollita - crudele ironia! -, e a fatica ci si trattiene dal consegnare ai propri genitori la tessera della mensa, non si deve andare a buttare la spazzatura né pulire periodicamente i bagni. O almeno questo è quello che pensavo.
Scusate, devo andare a passare lo straccio.
venerdì 23 dicembre 2011
mercoledì 14 dicembre 2011
Consigli dalla selvaggina
Il due di picche è un'arte.
Come tale, perché dia risultati soddisfacenti ci sono dei prerequisiti sull'artista, e in particolare:
Accettate i consigli di un esperto. Di qualcuno che le ha provate tutte. Di un virtuoso del due di picche.
Per quanto riguarda l'incessante passione, diciamolo pure, quale maggior piacere del sollevare le speranze altrui per farle in rapida successione - o, all'opposto, in lenta agonia - schiantare impietosamente contro un muro tinto a fresco con toni recisi di fato ineluttabile? È come vedere delle formiche tirarsi su la tana: se non vi chiamano per pranzo, prima o poi cederete alla tentazione di rovesciarci su un secchiello d'acqua; e se il pranzo ve lo dovete preparare da sole, allora non c'è alcuno scampo per le bestiole ignare.
Lo ammetto, si può avere un attimo di ripensamento un attimo prima di compiere lo scempio, ma è appunto solo un attimo, e forse si può avere un momento di rimorso dopo, ma per allora l'ora del pranzo sarà sicuramente arrivata, e allora cosa importa? Non difettate in passione! I modi più efficaci per sentirsi meglio sono anche i più immorali, e da quando in qua questo è un problema?
Il continuo esercizio è assolutamente necessario: fortunatamente la fauna abbonda, e non è difficile trovare un malcapitato da bistrattare. Il mondo pullula di autoeletti grandi amatori, brillanti personalità misteriosamente single da eoni e fascinosi scrittori di blog cui non è chiaro l'aggettivo "fascinoso" né tantomeno il concetto di "fascino", che difatti utilizzano a sproposito: sono addirittura più delle tipologie di stampante presenti in un qualsiasi negozio di elettronica, quasi come la fila della cassa che pensavate fosse la più breve e invece pare proprio che il tipo lì davanti stesse tenendo il posto a una quindicina di persone, sicuramente di meno delle pagine che vi mancano da studiare per l'appello di lunedì prossimo. Eh sì, sono davvero così tante.
Per le più pigre basterà un'occhiata o un sorriso più accentuato, alle più volenterose si consigliano calorosi abbracci e sguardi intensi: tanto più veloce arriva la pallina, tante più sono le possibilità di fare un home run, se colpite bene.
Il talento innato è, appunto, innato. C'è chi sostiene che sia come per l'orecchio musicale, "se ce lo si ha è meglio ma si può sviluppare", e forse in parte è vero, ma sappiamo tutti quanti che non sarà mai la stessa cosa.
Un talento del due di picche direbbe "Rimaniamo amici" solo per poi aggiungere "di qualcun altro", si parerebbe con "Non vorrei rovinare la nostra amicizia"unicamente per proseguire con "meno male che è a senso unico", indietreggerebbe su "Non è per te, sono io che ho problemi" per scattare su con "piaccio solo a mentecatti", e via dicendo. Un talento del due di picche sa che se proprio bisogna spezzare un cuore, tanto vale far pezzettini piccoli, almeno ci metterà un po' a ricomporsi, e ci si potrà nel frattempo dedicare ad altre attività.
Una donna che sia una stella del due di picche sa che, volente o nolente, passerà la vita ad infrangere cuori: e decide di farlo con classe.
C'è altro, ma già così è abbastanza. Fate tesoro delle lezioni acquisite!
(considerato che lettrici in pratica non ce ne sono, non so quanto possa tornare utile, ma chi lo sa.)
Come tale, perché dia risultati soddisfacenti ci sono dei prerequisiti sull'artista, e in particolare:
- Incessante passione,
- continuo esercizio
- e un talento innato.
Accettate i consigli di un esperto. Di qualcuno che le ha provate tutte. Di un virtuoso del due di picche.
Per quanto riguarda l'incessante passione, diciamolo pure, quale maggior piacere del sollevare le speranze altrui per farle in rapida successione - o, all'opposto, in lenta agonia - schiantare impietosamente contro un muro tinto a fresco con toni recisi di fato ineluttabile? È come vedere delle formiche tirarsi su la tana: se non vi chiamano per pranzo, prima o poi cederete alla tentazione di rovesciarci su un secchiello d'acqua; e se il pranzo ve lo dovete preparare da sole, allora non c'è alcuno scampo per le bestiole ignare.
Lo ammetto, si può avere un attimo di ripensamento un attimo prima di compiere lo scempio, ma è appunto solo un attimo, e forse si può avere un momento di rimorso dopo, ma per allora l'ora del pranzo sarà sicuramente arrivata, e allora cosa importa? Non difettate in passione! I modi più efficaci per sentirsi meglio sono anche i più immorali, e da quando in qua questo è un problema?
Il continuo esercizio è assolutamente necessario: fortunatamente la fauna abbonda, e non è difficile trovare un malcapitato da bistrattare. Il mondo pullula di autoeletti grandi amatori, brillanti personalità misteriosamente single da eoni e fascinosi scrittori di blog cui non è chiaro l'aggettivo "fascinoso" né tantomeno il concetto di "fascino", che difatti utilizzano a sproposito: sono addirittura più delle tipologie di stampante presenti in un qualsiasi negozio di elettronica, quasi come la fila della cassa che pensavate fosse la più breve e invece pare proprio che il tipo lì davanti stesse tenendo il posto a una quindicina di persone, sicuramente di meno delle pagine che vi mancano da studiare per l'appello di lunedì prossimo. Eh sì, sono davvero così tante.
Per le più pigre basterà un'occhiata o un sorriso più accentuato, alle più volenterose si consigliano calorosi abbracci e sguardi intensi: tanto più veloce arriva la pallina, tante più sono le possibilità di fare un home run, se colpite bene.
Il talento innato è, appunto, innato. C'è chi sostiene che sia come per l'orecchio musicale, "se ce lo si ha è meglio ma si può sviluppare", e forse in parte è vero, ma sappiamo tutti quanti che non sarà mai la stessa cosa.
Un talento del due di picche direbbe "Rimaniamo amici" solo per poi aggiungere "di qualcun altro", si parerebbe con "Non vorrei rovinare la nostra amicizia"unicamente per proseguire con "meno male che è a senso unico", indietreggerebbe su "Non è per te, sono io che ho problemi" per scattare su con "piaccio solo a mentecatti", e via dicendo. Un talento del due di picche sa che se proprio bisogna spezzare un cuore, tanto vale far pezzettini piccoli, almeno ci metterà un po' a ricomporsi, e ci si potrà nel frattempo dedicare ad altre attività.
Una donna che sia una stella del due di picche sa che, volente o nolente, passerà la vita ad infrangere cuori: e decide di farlo con classe.
C'è altro, ma già così è abbastanza. Fate tesoro delle lezioni acquisite!
(considerato che lettrici in pratica non ce ne sono, non so quanto possa tornare utile, ma chi lo sa.)
giovedì 8 dicembre 2011
La vita sotto i ponti
La vita sotto un ponte non è semplice né auspicabile, specie quando i più partono per tornare a casa, e i giorni, tra festività effettive e festività rubate, scorrono con insolita lentezza.
L'Orientale torna giusto in tempo per godersi questo splendido periodo da una produttiva vacanza studio nel Neg-Na Yi, regione della Cina notissima per alcune peculiarità storico-culturali.
Tra le altre:
L'Orientale torna giusto in tempo per godersi questo splendido periodo da una produttiva vacanza studio nel Neg-Na Yi, regione della Cina notissima per alcune peculiarità storico-culturali.
Tra le altre:
- È nel Neg-Na Yi che si è sviluppata l'assoluta propensione della popolazione cinese per la mandorla: occhi a mandorla, latte di mandorla, e si sarebbero anche presi mandorle per moglie se gli Indiani lì accanto non avessero avuto l'idea di chiamare la Buoncostume;
- È nel Neg-Na Yi che Giulio Cesare si ritirò a vita privata dopo aver preparato la messinscena delle Idi di Marzo, inventando con secoli d'anticipo nuovi filoni letterari: basti ad esempio il "Bellacapella", commedia teatrale in monometri sul tema della calvizie incipiente che la critica ha definito "moleriana", "beckettiana" e "valeriana", alludendo forse con quest'ultimo aggettivo al fatto che sugli attori, nonché sull'autore, sarebbero stati benissimo dei pomodori, meglio se ben maturi;
- È nel Neg-Na Yi, infine, che vengono assemblati gli iPhone, sul cratere del vicino Monte Fato, e nella Cattedrale di San Gandalio è venerata la reliquia del dito di Frodo Baggins, di dicussa autenticità.
martedì 29 novembre 2011
Dadi imparziali
Il titolo sortirà l'effetto desiderato solo se siete raffreddati: la suddetta malattia - il raffreddore si può chiamare malattia? Non è un tantino iperbolico? E perché si dovrebbe frequentare una facoltà scientifica, se non si ha la possibilità di tirar fuori iperboli a piacimento? - è in pratica l'unica entità femminile che si compiace di passare l'inverno con l'Orientale, con fedeltà e zelo sconfinanti nello stalking.
(Tempo: chi ne dissipa più del raffreddore? Ma bisogna conviverci.)
Dicevamo.
Per ottenere dati imparziali può essere utilizzato un dado, che per sua natura dovrebbe essere imparziale - be', a patto di considerare la probabilità imparziale, e non ci scommetterei sopra: agli accesi sostenitori dell'imparzialità del caso è caldamente suggerita un'attenta lettura delle Leggi di Murphy, architrave della cultura scientifica della nostra epoca (il che dice molto sulla stessa, ma basta cambiare discorso).
Il dado in questione è un d20: ad ogni numero, o gruppo di numeri, si associa una risposta, e poi si lancia. Tipicamente: da 1 a 10 la risposta è sì, e da 11 a 20 la risposta è no.
Visti i ripetuti risultati compresi tra 11 e 20 ottenuti contro ogni legge della statistica in risposta alla domanda "M'ama?" - le margherite ringraziano -, l'Orientale ha deciso di affinare la tecnica:
Per un certo periodo il dado ci è cascato - probabilmente non aveva ancora capito il motivo dei lanci doppi. Ora si vede che ci è arrivato: se esce "M'ama", esce poi che sta mentendo; se esce "Non m'ama", testimonierà infallibilmente il vero.
Allora ho elaborato un nuovo paradigma:
- Lancio con domanda di cui si vuole ottenere la risposta, e in particolare: "M'ama o non m'ama?"
(Ma chi è che dovrebbe amare o non amare l'Orientale, e il cui amore viene così ardentemente desiderato?
Nonostante la nota riservatezza di quest'ultimo, da alcune confessioni strappate in evidenti condizioni di ebbrezza - causa brindisi con champagne - emergerebbe un disperato bisogno di affetto da parte del proprio sistema immunitario, con gran disperazione del raffreddore. Che comunque per ora può stare più che tranquillo.)
(Tempo: chi ne dissipa più del raffreddore? Ma bisogna conviverci.)
Dicevamo.
Per ottenere dati imparziali può essere utilizzato un dado, che per sua natura dovrebbe essere imparziale - be', a patto di considerare la probabilità imparziale, e non ci scommetterei sopra: agli accesi sostenitori dell'imparzialità del caso è caldamente suggerita un'attenta lettura delle Leggi di Murphy, architrave della cultura scientifica della nostra epoca (il che dice molto sulla stessa, ma basta cambiare discorso).
Il dado in questione è un d20: ad ogni numero, o gruppo di numeri, si associa una risposta, e poi si lancia. Tipicamente: da 1 a 10 la risposta è sì, e da 11 a 20 la risposta è no.
Visti i ripetuti risultati compresi tra 11 e 20 ottenuti contro ogni legge della statistica in risposta alla domanda "M'ama?" - le margherite ringraziano -, l'Orientale ha deciso di affinare la tecnica:
- Lancio con domanda di cui si vuole ottenere la risposta;
- Lancio con domanda di cui già si sa la risposta (per vedere se il dado mente);
Per un certo periodo il dado ci è cascato - probabilmente non aveva ancora capito il motivo dei lanci doppi. Ora si vede che ci è arrivato: se esce "M'ama", esce poi che sta mentendo; se esce "Non m'ama", testimonierà infallibilmente il vero.
Allora ho elaborato un nuovo paradigma:
- Lancio con domanda di cui si vuole ottenere la risposta, e in particolare: "M'ama o non m'ama?"
- È uscito m'ama?
Lancio con domanda di cui si sa già la risposta, e in particolare: "Quanti numeri ci sono tra il numero che è uscito e lo zero?"; - È uscito non m'ama?
Lancio con domanda di cui si sa già la risposta, e in particolare: "In che giorno del mese cade Natale?".
(Ma chi è che dovrebbe amare o non amare l'Orientale, e il cui amore viene così ardentemente desiderato?
Nonostante la nota riservatezza di quest'ultimo, da alcune confessioni strappate in evidenti condizioni di ebbrezza - causa brindisi con champagne - emergerebbe un disperato bisogno di affetto da parte del proprio sistema immunitario, con gran disperazione del raffreddore. Che comunque per ora può stare più che tranquillo.)
giovedì 24 novembre 2011
Stati confusionari
Ci sono tanti tipi di stati confusionari.
Ad esempio, se la mia camera fosse stato autonomo, ecco, volevo andare a chiedere in Comune questi giorni, appena ho un attimo ci faccio un salto, dicevo, se fosse stato autonomo sicuramente avrebbe una legge che punirebbe con la reclusione chi usa sostantivi caotici come "stato" in contesti poco consoni - vedi la frase "se fosse stato autonomo", che assume significati diversi senza neanche bisogno di cambiare accenti -, e forse prevederebbe la sedia elettrica per logorroici: unico problema, rimarrebbe senza governo.
...tutto sommato è un bene che la mia camera non abbia autonomia politica, volevo solo dire che in tal caso sarebbe senz'altro uno stato confusionario. E alla scrivania toccherebbe di ospitare la capitale.
(Origine di questa profondissima riflessione: stavo ripassando per una provetta, e... oh, non importa. Il punto è: se sto studiando, e volete chiedermi qualcosa, aspettate prima 5 minuti, se no sono in stato di ubriachezza.
Sul serio, mi hanno interrotto per parlare e non so neanche cosa ho detto, a malapena riconoscevo l'interlocutore. Càpita.)
Ad esempio, se la mia camera fosse stato autonomo, ecco, volevo andare a chiedere in Comune questi giorni, appena ho un attimo ci faccio un salto, dicevo, se fosse stato autonomo sicuramente avrebbe una legge che punirebbe con la reclusione chi usa sostantivi caotici come "stato" in contesti poco consoni - vedi la frase "se fosse stato autonomo", che assume significati diversi senza neanche bisogno di cambiare accenti -, e forse prevederebbe la sedia elettrica per logorroici: unico problema, rimarrebbe senza governo.
...tutto sommato è un bene che la mia camera non abbia autonomia politica, volevo solo dire che in tal caso sarebbe senz'altro uno stato confusionario. E alla scrivania toccherebbe di ospitare la capitale.
(Origine di questa profondissima riflessione: stavo ripassando per una provetta, e... oh, non importa. Il punto è: se sto studiando, e volete chiedermi qualcosa, aspettate prima 5 minuti, se no sono in stato di ubriachezza.
Sul serio, mi hanno interrotto per parlare e non so neanche cosa ho detto, a malapena riconoscevo l'interlocutore. Càpita.)
domenica 20 novembre 2011
Colpo grosso al Biagio rosso
Questo post ha senso solo per il suo titolo. Non è bellissimo?
Ci sono una serie di cose che dovevo infilare nei post precedenti, però mi pareva stonassero col resto del contenuto; qui di contenuto non ce ne è e quindi posso lasciare qualche messaggio di servizio senza timore. Allora:
1) Rinominare l'LBI "Ingegner Pulsante". È un nome che fa un po' Bob l'Aggiustatutto, ma in fondo è proprio questo il suo punto di forza - del nome, non dell'Ingegner Pulsante. O forse di entrambi?
2) Aggiunta di una pagina presentazione/scheda personaggi. Bisognerebbe farla, altrimenti eventuali nuovi lettori non capiscono di chi si parla;
3) Procurarsi un qualche smartphone e uno scanner per rendere il tutto più multimediale e interattivo e metteteci voi qualche altro aggettivo con almeno cinque sillabe (non so, aristotelico, pleonastico, commutativo, cose così);
4) Quando si improvvisa un elenco numerato il quarto punto è sempre quello in cui non si sa bene cosa scrivere;
5) La fidanzata di Nicolaj è arrivata e se ne è andata, senza sconvolgimenti di sorta;
6) La donna dei sogni dell'Originale è stata giudicata dall'Orientale sequenzialmente "un cassonetto", "un armadio a muro a tre ante", "una lastra di piombo" e "un parallelepipedo 2x2x2". L'Originale ha protestato a viva voce, ma le foto su Facebook hanno potuto attestare la fondatezza dei vari epiteti;
7) L'Originale ha trovato la donna dei suoi sogni;
8) Scambiate i punti 6 e 7 per avere un elenco più razionalmente organizzato.
(e un'altra settimana è andata)
Ci sono una serie di cose che dovevo infilare nei post precedenti, però mi pareva stonassero col resto del contenuto; qui di contenuto non ce ne è e quindi posso lasciare qualche messaggio di servizio senza timore. Allora:
1) Rinominare l'LBI "Ingegner Pulsante". È un nome che fa un po' Bob l'Aggiustatutto, ma in fondo è proprio questo il suo punto di forza - del nome, non dell'Ingegner Pulsante. O forse di entrambi?
2) Aggiunta di una pagina presentazione/scheda personaggi. Bisognerebbe farla, altrimenti eventuali nuovi lettori non capiscono di chi si parla;
3) Procurarsi un qualche smartphone e uno scanner per rendere il tutto più multimediale e interattivo e metteteci voi qualche altro aggettivo con almeno cinque sillabe (non so, aristotelico, pleonastico, commutativo, cose così);
4) Quando si improvvisa un elenco numerato il quarto punto è sempre quello in cui non si sa bene cosa scrivere;
5) La fidanzata di Nicolaj è arrivata e se ne è andata, senza sconvolgimenti di sorta;
6) La donna dei sogni dell'Originale è stata giudicata dall'Orientale sequenzialmente "un cassonetto", "un armadio a muro a tre ante", "una lastra di piombo" e "un parallelepipedo 2x2x2". L'Originale ha protestato a viva voce, ma le foto su Facebook hanno potuto attestare la fondatezza dei vari epiteti;
7) L'Originale ha trovato la donna dei suoi sogni;
8) Scambiate i punti 6 e 7 per avere un elenco più razionalmente organizzato.
(e un'altra settimana è andata)
venerdì 18 novembre 2011
Metafore dell'esistenza
Ieri sera esco dalla camera per andare, come dire, in bagno - ho sentito anche dire "in ufficio", ma spero non vi offendiate se stavolta sono diretto -, e ho visto che dalla porta chiusa trapelava della luce.
Allora mi son fermato e mi son detto Ci sarà Nicolaj, va beh, pazienza, aspetto.
E ho aspettato, e non si è sentito nulla, e insomma, io avrei anche dovuto andare, ma mi spiaceva bussare e dire Hey, Nicolaj, a che punto siamo lì dentro?, insomma, è imbarazzante.
Ad un certo punto si è aperta la porta della stanza del sopracitato pseudolituano, il quale:
1) Mi ha guardato - probabilmente ponendosi la legittima domanda: Perché stare fermi davanti alla porta del bagno?
2) È entrato in bagno;
3) Si è richiuso la porta dietro.
(sì, ecco, il bagno era vuoto ed era rimasta la luce accesa - la porta è chiusa di default.)
La grande metafora sulla vita dietro a tutto ciò è che se dovete andare in bagno e vedete la porta del bagno chiusa e la luce accesa fate prima a bussare. A meno che vi faccia piacere tenervela per una mezz'oretta almeno.
Allora mi son fermato e mi son detto Ci sarà Nicolaj, va beh, pazienza, aspetto.
E ho aspettato, e non si è sentito nulla, e insomma, io avrei anche dovuto andare, ma mi spiaceva bussare e dire Hey, Nicolaj, a che punto siamo lì dentro?, insomma, è imbarazzante.
Ad un certo punto si è aperta la porta della stanza del sopracitato pseudolituano, il quale:
1) Mi ha guardato - probabilmente ponendosi la legittima domanda: Perché stare fermi davanti alla porta del bagno?
2) È entrato in bagno;
3) Si è richiuso la porta dietro.
(sì, ecco, il bagno era vuoto ed era rimasta la luce accesa - la porta è chiusa di default.)
La grande metafora sulla vita dietro a tutto ciò è che se dovete andare in bagno e vedete la porta del bagno chiusa e la luce accesa fate prima a bussare. A meno che vi faccia piacere tenervela per una mezz'oretta almeno.
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