Tecnicamente è sabato, e quindi sarei già venuto meno al proposito di pubblicare un articolo ogni venerdì. Però non chiudo ancora occhio da stamattina, e magari non si può dire che la giornata sia conclusa.
Ad ogni modo: concludere (finalmente!) una relazione di laboratorio non è mai un qualcosa di estremamente rilassante. Lo è ancora meno se si è in compagnia di tre sconosciuti che in uno squallido tentativo di imitazione dello Zoo di 105 fanno per ore delle registrazioni su una base per karaoke di Nella vecchia fattoria.
Tentare di boicottare le registrazioni mettendo a tutto volume su youtube brani culturalmente elevati, quali la Marcia Turca di Mozart, la Sonata al Chiaro di Luna di Beethoven e Una Rotonda sul Mare di Fred Bongusto (trova l'intruso) risultava quasi d'obbligo, la risposta "Noi non trattiamo con gli ingegneri" - perché sì, di ingegneri si trattava - ad un tentativo di approccio dei tre suddetti era forse di gusto discutibile, ma i nostri ne sono grossomodo usciti vivi.
Anche la relazione è carina. L'idea di fondo è che bisogna prendersi la responsabilità di tutto ciò che si scrive, ma, dato il rischio di produrre inaudite fesserie, locuzioni come parrebbe possibile vedere nelle misure, sembrerebbe che i risultati possano indicare et similia pullulano per tutto il testo.
Si è poi avuta cura di ignorare tutti i discorsi di "etica professionale", e d'altronde sarebbe stato un po' difficile dover giustificare cose come cambi repentini della forza gravitazionale, o improbabile supporre un'errata formulazione di leggi ben accettate da circa 4 secoli, e qualche calcolo ad hoc non poteva mancare. Naturalmente è ancora presto per il verdetto finale (non è stata ancora neanche spedita).
Per quel che riguarda il pomeriggio attuale, dopo aver speso la prima parte in maniera più che produttiva (aspettando che la lavatrice finisse di lavare i panni per rendersi conto, a fine lavaggio, di non aver inserito il sapone), si è proseguito col sopracitato* LAN party; a riprova del fatto che l'importante non è solo partecipare, i nostri per assicurarsi la vittoria hanno pensato bene di impostare una partita 6 contro 2, lasciando le cpu nel team meno numeroso. L'ultima partita, appena più equilibrata - ma con le cpu sempre in inferiorità numerica - si è conclusa con una tremenda disfatta dei nostri, sotto assedio dal terzo minuto circa.
Questi ed altri motivi spingono il sottoscritto a chiudere l'indecente campagna odierna quanto prima, per annegare le umiliazioni di guerra nel sonno.
*: per chi si domandasse in quale sopra questo LAN party viene citato: attendere venerdì prossimo.
sabato 17 marzo 2012
venerdì 9 marzo 2012
Generalizzazioni affrettate
Le facoltà scientifiche sono, in linea di massima, quelle che maggiormente contribuiscono a creare delle deformazioni professionali, a patto di uscirne vivi e trovare una professione - entrambe ipotesi azzardate, a dire il vero -; è pure vero che il più delle volte ad uscirne vivi e trovare una professione sono menti già abbastanza deformi di loro in partenza, e così non è previsto nessun indennizzo per chi decide di dedicare la propria vita alla scienza.
(Del resto, spesso fare scienza non è tanto una professione quanto una vocazione. A ben, guardare, non sono poche le analogie con la casta sacerdotale: il rispetto totale ed incondizionato per libri che nessuno ha mai veramente letto, almeno non nella versione originale; gli incontri in luoghi tirati su da gente che della materia non capisce assolutamente un tubo; l'accettazione formale di regole poi "dimenticate" o variamente eluse; la contribuzione più o meno diretta a immani stragi; l'obbligo al celibato.)
Bisogna avere presente che basta già superare più o meno incolumi l'esame di Analisi I perché si comincino a risvegliare tic nervosi prima sconosciuti quando qualcuno proferisce banalità come «A tutto c'è un limite!», o perché si trovi incredibilmente ilare la punchline «Occhio al quadrato!» al sopravvenire di detti salomonici.
L'ultimo esempio disponibile è piuttosto recente: l'Orientale, in vista di una partita in LAN ad Age of Empires II - non possiamo più organizzare crociate, quindi ci si arrangia - si reca in un negozio di informatica.
Quando il rivenditore, ignaro del fatto che col procedere della triennale i fisici iniziano a ragionare in micron, si rifiuta di srotolare il cavo di 3 metri per far avere alla clientela un'idea di quanto sia effettivamente lungo - opponendo un «3 metri sono 3 metri in qualsiasi parte dell'universo!» - non può aspettarsi risposta più cortese di un gelido «Quasi».
E infatti così è stato.
Lo sventurato non rispose.
(Del resto, spesso fare scienza non è tanto una professione quanto una vocazione. A ben, guardare, non sono poche le analogie con la casta sacerdotale: il rispetto totale ed incondizionato per libri che nessuno ha mai veramente letto, almeno non nella versione originale; gli incontri in luoghi tirati su da gente che della materia non capisce assolutamente un tubo; l'accettazione formale di regole poi "dimenticate" o variamente eluse; la contribuzione più o meno diretta a immani stragi; l'obbligo al celibato.)
Bisogna avere presente che basta già superare più o meno incolumi l'esame di Analisi I perché si comincino a risvegliare tic nervosi prima sconosciuti quando qualcuno proferisce banalità come «A tutto c'è un limite!», o perché si trovi incredibilmente ilare la punchline «Occhio al quadrato!» al sopravvenire di detti salomonici.
L'ultimo esempio disponibile è piuttosto recente: l'Orientale, in vista di una partita in LAN ad Age of Empires II - non possiamo più organizzare crociate, quindi ci si arrangia - si reca in un negozio di informatica.
Quando il rivenditore, ignaro del fatto che col procedere della triennale i fisici iniziano a ragionare in micron, si rifiuta di srotolare il cavo di 3 metri per far avere alla clientela un'idea di quanto sia effettivamente lungo - opponendo un «3 metri sono 3 metri in qualsiasi parte dell'universo!» - non può aspettarsi risposta più cortese di un gelido «Quasi».
E infatti così è stato.
Lo sventurato non rispose.
venerdì 2 marzo 2012
Fuori misura
La prima sessione di laboratorio - quattro estenuanti ore in cui apprendisti fisici sperimentali hanno dovuto misurare la lunghezza di alcuni cilindretti di metallo - non si può dire essere stata particolarmente challenging dal punto di vista dell'intelletto, sempre che la vostra idea di sfida non rientri nel mostrare che sapete utilizzare un metro a nastro: va detto che, a meno di avere una scimmia infiltrata nel laboratorio, qualcuno che col metro a nastro qualche difficoltà l'ha avuta c'è stato.
Controllando le misure, fatte con strumenti via via più accurati, risulta che i suddetti cilindri sono lunghi sempre meno di 14.5 millimetri, al che non si spiega come possa qualche disgraziato aver potuto, con il metro, vederne uno lungo ben 15.
Viene solo in mente l'episodio di un compagno di scuola delle medie, che riteneva che, dal momento che il primo numero è 1, le misure andassero prese anche a partire appunto dalla tacca segnata con 1 - per dare un'idea più completa del tipo potrebbe essere utile ricordare di quando, trovando nel compito in classe d'inglese un esercizio del tipo Riordina le seguenti frasi ponendo le parole nell'ordine corretto, ebbe a dire che nella sua scheda c'era evidentemente qualche errore di battitura, dal momento che le frasi erano tutte scombinate.
Un intelletto di simile livello possiede evidentemente chi sceglie il gusto del mese nella gelateria di Piazza Duomo: cannolo siciliano. Quasi peggio del gelato al panettone, il gelato al cannolo, provato con gran sprezzo del pericolo da Nicolaj - che l'ha poi gettato in un secchio -, si presenta come un impasto di calce e canditi, di cui ammirevolmente pare conservare anche il sapore.
A questo punto un'ottima idea per il prossimo mese sarebbe un gelato al Gargamella, sulla falsariga del Puffo, o alla cotoletta milanese, o, perché no?, al vetro di Murano.
(Son delusioni.)
Altra delusione è stata la mancata realizzazione della gita a Bolzano dovuta a delazioni del giorno immediatamente precedente: momenti in cui ci si aspetta di sentire qualcosa come Verrei, ma mi scade lo yogurt ma anche Devo tenere compagnia al tostapane, e cose simili.
Se tra i lettori ci fossero i diretti interessati, non vi preoccupate, sappiamo che c'erano delle validissime ragioni e non lo negheremmo mai e speriamo anche un giorno magari di scoprirle, per intanto comunque ci fidiamo.
In ultima battuta, preludio al termine di qualsiasi attività accademica/sociale/sportiva (quelle non c'erano neanche prima) è l'ottenimento dell'installer di Age of Empires, ottenimento che ha avuto luogo giusto oggi e che ha causato la perdita dell'intero pomeriggio. Speriamo sia un fuoco di paglia.
Altrimenti, autorizzo qui Nicolaj a buttare giù la porta di camera mia e strapparmi dal pc a viva forza, per la mia salute fisica e/o mentale.
Controllando le misure, fatte con strumenti via via più accurati, risulta che i suddetti cilindri sono lunghi sempre meno di 14.5 millimetri, al che non si spiega come possa qualche disgraziato aver potuto, con il metro, vederne uno lungo ben 15.
Viene solo in mente l'episodio di un compagno di scuola delle medie, che riteneva che, dal momento che il primo numero è 1, le misure andassero prese anche a partire appunto dalla tacca segnata con 1 - per dare un'idea più completa del tipo potrebbe essere utile ricordare di quando, trovando nel compito in classe d'inglese un esercizio del tipo Riordina le seguenti frasi ponendo le parole nell'ordine corretto, ebbe a dire che nella sua scheda c'era evidentemente qualche errore di battitura, dal momento che le frasi erano tutte scombinate.
Un intelletto di simile livello possiede evidentemente chi sceglie il gusto del mese nella gelateria di Piazza Duomo: cannolo siciliano. Quasi peggio del gelato al panettone, il gelato al cannolo, provato con gran sprezzo del pericolo da Nicolaj - che l'ha poi gettato in un secchio -, si presenta come un impasto di calce e canditi, di cui ammirevolmente pare conservare anche il sapore.
A questo punto un'ottima idea per il prossimo mese sarebbe un gelato al Gargamella, sulla falsariga del Puffo, o alla cotoletta milanese, o, perché no?, al vetro di Murano.
(Son delusioni.)
Altra delusione è stata la mancata realizzazione della gita a Bolzano dovuta a delazioni del giorno immediatamente precedente: momenti in cui ci si aspetta di sentire qualcosa come Verrei, ma mi scade lo yogurt ma anche Devo tenere compagnia al tostapane, e cose simili.
Se tra i lettori ci fossero i diretti interessati, non vi preoccupate, sappiamo che c'erano delle validissime ragioni e non lo negheremmo mai e speriamo anche un giorno magari di scoprirle, per intanto comunque ci fidiamo.
In ultima battuta, preludio al termine di qualsiasi attività accademica/sociale/
Altrimenti, autorizzo qui Nicolaj a buttare giù la porta di camera mia e strapparmi dal pc a viva forza, per la mia salute fisica e/o mentale.
venerdì 24 febbraio 2012
Scacco matto
L'inizio del nuovo semestre ha portato con sé alcune novità, quali la separazione di matematici e fisici, un orario di 3 (tre) mattine la settimana per i colleghi giuristi - che in effetti di ingiurie stan diventando piuttosto esperti -, la scomparsa dell'Ingegner Pulsante - ufficialmente attribuita alla neve, ma parrebbe più probabile supporlo annegato nell'olio di qualche condimento troppo abbondante - e l'utilizzo di aule con l'attaccapanni.
Vedere l'arredamento dell'aula in cui si studia elencato tra le novità del semestre farebbe porre a qualsiasi persona ragionevole qualche domanda sulla qualità della propria esistenza. Fortunatamente qui non si rientra nella categoria.
Il docente di Laboratorio ha recisamente annunciato che «il fisico sperimentale non è quello che riceve ordini dal teorico e va ad avvitare bulloni» per poi indicarci dove trovare le chiavi inglesi, abbiamo rilevato che un programma professionale e gratuito è necessariamente scomodo - tranne per chi l'ha scritto, che d'altronde non butta tempo per rendere comodo agli altri qualcosa per cui non guadagnerà un soldo -, che le Serie di Fourier son venute fuori nell'età napoleonica per non far sciogliere i cannoni, qui abbiam tutti pensato a Feynman ma nessuno ha detto niente, e che, infine, se si riesce ad innescare un effetto di risonanza qualsiasi oggetto prima o poi cade in pezzi.
(Ma i Nokia prodotti negli anni '90 fanno eccezione.)
L'Originale si è presentato in facoltà entusiasta delle fantastiche ore passate nella serata precedente: dopo qualche minuto di frasi sconnesse sono cominciati ad emergere i primi dati, vertenti su "una partita di scacchi che non ti puoi immaginare", nonché sugli altissimi picchi di adrenalina raggiunti. È una cosa che mette un po' tristezza, considerando che non era neanche una variante alcolica del gioco.
Dulcis in fundo, è da riportare la pronta risposta di un compagno di facoltà all'affermazione di una ragazza in autobus: dopo aver sentito che, dei 4 ragazzi che la circondavano, 3 non avevano la patente e uno l'aveva ma senza saper guidare, la scellerata ebbe da esclamare: "Ma che uomini siete!".
Al che il nostro: "Scusami, non sono nato per soddisfare i tuoi preconcetti sessisti.", per poi rivolgersi a noi e chiedere: "E questa sarebbe una donna?".
La poverina non ha controbattuto.
(in realtà qualche insulto l'ha bofonchiato)
Vedere l'arredamento dell'aula in cui si studia elencato tra le novità del semestre farebbe porre a qualsiasi persona ragionevole qualche domanda sulla qualità della propria esistenza. Fortunatamente qui non si rientra nella categoria.
Il docente di Laboratorio ha recisamente annunciato che «il fisico sperimentale non è quello che riceve ordini dal teorico e va ad avvitare bulloni» per poi indicarci dove trovare le chiavi inglesi, abbiamo rilevato che un programma professionale e gratuito è necessariamente scomodo - tranne per chi l'ha scritto, che d'altronde non butta tempo per rendere comodo agli altri qualcosa per cui non guadagnerà un soldo -, che le Serie di Fourier son venute fuori nell'età napoleonica per non far sciogliere i cannoni, qui abbiam tutti pensato a Feynman ma nessuno ha detto niente, e che, infine, se si riesce ad innescare un effetto di risonanza qualsiasi oggetto prima o poi cade in pezzi.
(Ma i Nokia prodotti negli anni '90 fanno eccezione.)
L'Originale si è presentato in facoltà entusiasta delle fantastiche ore passate nella serata precedente: dopo qualche minuto di frasi sconnesse sono cominciati ad emergere i primi dati, vertenti su "una partita di scacchi che non ti puoi immaginare", nonché sugli altissimi picchi di adrenalina raggiunti. È una cosa che mette un po' tristezza, considerando che non era neanche una variante alcolica del gioco.
Dulcis in fundo, è da riportare la pronta risposta di un compagno di facoltà all'affermazione di una ragazza in autobus: dopo aver sentito che, dei 4 ragazzi che la circondavano, 3 non avevano la patente e uno l'aveva ma senza saper guidare, la scellerata ebbe da esclamare: "Ma che uomini siete!".
Al che il nostro: "Scusami, non sono nato per soddisfare i tuoi preconcetti sessisti.", per poi rivolgersi a noi e chiedere: "E questa sarebbe una donna?".
La poverina non ha controbattuto.
(in realtà qualche insulto l'ha bofonchiato)
venerdì 23 dicembre 2011
False partenze
La Donnola è partita - è stata, forse, la prima -, Nicolaj è partito, è partito l'Orientale e l'Ingegner Pulsante, anche l'Originale ha dovuto accettare il fatto che le lezioni sono finite, e non ci sono altre opzioni, si torna a casa.
Volevo approfittare del periodo morto per introdurre il Sardo Scorbutico - in realtà non so perché non l'ho fatto prima.
Si capisce che è sardo dal modo in cui pronuncia la parola "pecora", si capisce che è scorbutico perché tendenzialmente lo fa per insultare l'interlocutore, chiunque egli sia e a prescindere dal contenuto della conversazione; il Sardo Scorbutico è l'amico che vorreste regalare al vostro peggior nemico, o a qualunque persona sola che pensate non sappia apprezzare il valore della solitudine; è l'ospite perfetto per il party a cui non siete stati invitati, e il miglior compagno per la fanciulla che vi ha malamente scaricato.
Il Sardo Scorbutico offre crostata nei cartoni della pizza, fa colazione con birra e pomodori - ma disgraziatamente la cosa non sta avendo conseguenze - e si diletta guardando su Youtube video di satanisti e presunti fondamentalisti cristiani. Va anche a rubare i lumini dai cimiteri, ma è un qualcosa a metà tra una leggenda e un segreto, quindi fate finta di non aver letto.
Ogni tanto se ne sentirà parlare!
Tornando all'argomento in apertura, invece, il ritorno ai luoghi natii ha innumerevoli vantaggi spesso sottovalutati, che molti sembrano non cogliere: non si è costretti ad andare in giro conciati come l'Omino Michelin, per dirne una.
Non si deve pagare per un pasto a base di verdura bollita - crudele ironia! -, e a fatica ci si trattiene dal consegnare ai propri genitori la tessera della mensa, non si deve andare a buttare la spazzatura né pulire periodicamente i bagni. O almeno questo è quello che pensavo.
Scusate, devo andare a passare lo straccio.
Volevo approfittare del periodo morto per introdurre il Sardo Scorbutico - in realtà non so perché non l'ho fatto prima.
Si capisce che è sardo dal modo in cui pronuncia la parola "pecora", si capisce che è scorbutico perché tendenzialmente lo fa per insultare l'interlocutore, chiunque egli sia e a prescindere dal contenuto della conversazione; il Sardo Scorbutico è l'amico che vorreste regalare al vostro peggior nemico, o a qualunque persona sola che pensate non sappia apprezzare il valore della solitudine; è l'ospite perfetto per il party a cui non siete stati invitati, e il miglior compagno per la fanciulla che vi ha malamente scaricato.
Il Sardo Scorbutico offre crostata nei cartoni della pizza, fa colazione con birra e pomodori - ma disgraziatamente la cosa non sta avendo conseguenze - e si diletta guardando su Youtube video di satanisti e presunti fondamentalisti cristiani. Va anche a rubare i lumini dai cimiteri, ma è un qualcosa a metà tra una leggenda e un segreto, quindi fate finta di non aver letto.
Ogni tanto se ne sentirà parlare!
Tornando all'argomento in apertura, invece, il ritorno ai luoghi natii ha innumerevoli vantaggi spesso sottovalutati, che molti sembrano non cogliere: non si è costretti ad andare in giro conciati come l'Omino Michelin, per dirne una.
Non si deve pagare per un pasto a base di verdura bollita - crudele ironia! -, e a fatica ci si trattiene dal consegnare ai propri genitori la tessera della mensa, non si deve andare a buttare la spazzatura né pulire periodicamente i bagni. O almeno questo è quello che pensavo.
Scusate, devo andare a passare lo straccio.
mercoledì 14 dicembre 2011
Consigli dalla selvaggina
Il due di picche è un'arte.
Come tale, perché dia risultati soddisfacenti ci sono dei prerequisiti sull'artista, e in particolare:
Accettate i consigli di un esperto. Di qualcuno che le ha provate tutte. Di un virtuoso del due di picche.
Per quanto riguarda l'incessante passione, diciamolo pure, quale maggior piacere del sollevare le speranze altrui per farle in rapida successione - o, all'opposto, in lenta agonia - schiantare impietosamente contro un muro tinto a fresco con toni recisi di fato ineluttabile? È come vedere delle formiche tirarsi su la tana: se non vi chiamano per pranzo, prima o poi cederete alla tentazione di rovesciarci su un secchiello d'acqua; e se il pranzo ve lo dovete preparare da sole, allora non c'è alcuno scampo per le bestiole ignare.
Lo ammetto, si può avere un attimo di ripensamento un attimo prima di compiere lo scempio, ma è appunto solo un attimo, e forse si può avere un momento di rimorso dopo, ma per allora l'ora del pranzo sarà sicuramente arrivata, e allora cosa importa? Non difettate in passione! I modi più efficaci per sentirsi meglio sono anche i più immorali, e da quando in qua questo è un problema?
Il continuo esercizio è assolutamente necessario: fortunatamente la fauna abbonda, e non è difficile trovare un malcapitato da bistrattare. Il mondo pullula di autoeletti grandi amatori, brillanti personalità misteriosamente single da eoni e fascinosi scrittori di blog cui non è chiaro l'aggettivo "fascinoso" né tantomeno il concetto di "fascino", che difatti utilizzano a sproposito: sono addirittura più delle tipologie di stampante presenti in un qualsiasi negozio di elettronica, quasi come la fila della cassa che pensavate fosse la più breve e invece pare proprio che il tipo lì davanti stesse tenendo il posto a una quindicina di persone, sicuramente di meno delle pagine che vi mancano da studiare per l'appello di lunedì prossimo. Eh sì, sono davvero così tante.
Per le più pigre basterà un'occhiata o un sorriso più accentuato, alle più volenterose si consigliano calorosi abbracci e sguardi intensi: tanto più veloce arriva la pallina, tante più sono le possibilità di fare un home run, se colpite bene.
Il talento innato è, appunto, innato. C'è chi sostiene che sia come per l'orecchio musicale, "se ce lo si ha è meglio ma si può sviluppare", e forse in parte è vero, ma sappiamo tutti quanti che non sarà mai la stessa cosa.
Un talento del due di picche direbbe "Rimaniamo amici" solo per poi aggiungere "di qualcun altro", si parerebbe con "Non vorrei rovinare la nostra amicizia"unicamente per proseguire con "meno male che è a senso unico", indietreggerebbe su "Non è per te, sono io che ho problemi" per scattare su con "piaccio solo a mentecatti", e via dicendo. Un talento del due di picche sa che se proprio bisogna spezzare un cuore, tanto vale far pezzettini piccoli, almeno ci metterà un po' a ricomporsi, e ci si potrà nel frattempo dedicare ad altre attività.
Una donna che sia una stella del due di picche sa che, volente o nolente, passerà la vita ad infrangere cuori: e decide di farlo con classe.
C'è altro, ma già così è abbastanza. Fate tesoro delle lezioni acquisite!
(considerato che lettrici in pratica non ce ne sono, non so quanto possa tornare utile, ma chi lo sa.)
Come tale, perché dia risultati soddisfacenti ci sono dei prerequisiti sull'artista, e in particolare:
- Incessante passione,
- continuo esercizio
- e un talento innato.
Accettate i consigli di un esperto. Di qualcuno che le ha provate tutte. Di un virtuoso del due di picche.
Per quanto riguarda l'incessante passione, diciamolo pure, quale maggior piacere del sollevare le speranze altrui per farle in rapida successione - o, all'opposto, in lenta agonia - schiantare impietosamente contro un muro tinto a fresco con toni recisi di fato ineluttabile? È come vedere delle formiche tirarsi su la tana: se non vi chiamano per pranzo, prima o poi cederete alla tentazione di rovesciarci su un secchiello d'acqua; e se il pranzo ve lo dovete preparare da sole, allora non c'è alcuno scampo per le bestiole ignare.
Lo ammetto, si può avere un attimo di ripensamento un attimo prima di compiere lo scempio, ma è appunto solo un attimo, e forse si può avere un momento di rimorso dopo, ma per allora l'ora del pranzo sarà sicuramente arrivata, e allora cosa importa? Non difettate in passione! I modi più efficaci per sentirsi meglio sono anche i più immorali, e da quando in qua questo è un problema?
Il continuo esercizio è assolutamente necessario: fortunatamente la fauna abbonda, e non è difficile trovare un malcapitato da bistrattare. Il mondo pullula di autoeletti grandi amatori, brillanti personalità misteriosamente single da eoni e fascinosi scrittori di blog cui non è chiaro l'aggettivo "fascinoso" né tantomeno il concetto di "fascino", che difatti utilizzano a sproposito: sono addirittura più delle tipologie di stampante presenti in un qualsiasi negozio di elettronica, quasi come la fila della cassa che pensavate fosse la più breve e invece pare proprio che il tipo lì davanti stesse tenendo il posto a una quindicina di persone, sicuramente di meno delle pagine che vi mancano da studiare per l'appello di lunedì prossimo. Eh sì, sono davvero così tante.
Per le più pigre basterà un'occhiata o un sorriso più accentuato, alle più volenterose si consigliano calorosi abbracci e sguardi intensi: tanto più veloce arriva la pallina, tante più sono le possibilità di fare un home run, se colpite bene.
Il talento innato è, appunto, innato. C'è chi sostiene che sia come per l'orecchio musicale, "se ce lo si ha è meglio ma si può sviluppare", e forse in parte è vero, ma sappiamo tutti quanti che non sarà mai la stessa cosa.
Un talento del due di picche direbbe "Rimaniamo amici" solo per poi aggiungere "di qualcun altro", si parerebbe con "Non vorrei rovinare la nostra amicizia"unicamente per proseguire con "meno male che è a senso unico", indietreggerebbe su "Non è per te, sono io che ho problemi" per scattare su con "piaccio solo a mentecatti", e via dicendo. Un talento del due di picche sa che se proprio bisogna spezzare un cuore, tanto vale far pezzettini piccoli, almeno ci metterà un po' a ricomporsi, e ci si potrà nel frattempo dedicare ad altre attività.
Una donna che sia una stella del due di picche sa che, volente o nolente, passerà la vita ad infrangere cuori: e decide di farlo con classe.
C'è altro, ma già così è abbastanza. Fate tesoro delle lezioni acquisite!
(considerato che lettrici in pratica non ce ne sono, non so quanto possa tornare utile, ma chi lo sa.)
giovedì 8 dicembre 2011
La vita sotto i ponti
La vita sotto un ponte non è semplice né auspicabile, specie quando i più partono per tornare a casa, e i giorni, tra festività effettive e festività rubate, scorrono con insolita lentezza.
L'Orientale torna giusto in tempo per godersi questo splendido periodo da una produttiva vacanza studio nel Neg-Na Yi, regione della Cina notissima per alcune peculiarità storico-culturali.
Tra le altre:
L'Orientale torna giusto in tempo per godersi questo splendido periodo da una produttiva vacanza studio nel Neg-Na Yi, regione della Cina notissima per alcune peculiarità storico-culturali.
Tra le altre:
- È nel Neg-Na Yi che si è sviluppata l'assoluta propensione della popolazione cinese per la mandorla: occhi a mandorla, latte di mandorla, e si sarebbero anche presi mandorle per moglie se gli Indiani lì accanto non avessero avuto l'idea di chiamare la Buoncostume;
- È nel Neg-Na Yi che Giulio Cesare si ritirò a vita privata dopo aver preparato la messinscena delle Idi di Marzo, inventando con secoli d'anticipo nuovi filoni letterari: basti ad esempio il "Bellacapella", commedia teatrale in monometri sul tema della calvizie incipiente che la critica ha definito "moleriana", "beckettiana" e "valeriana", alludendo forse con quest'ultimo aggettivo al fatto che sugli attori, nonché sull'autore, sarebbero stati benissimo dei pomodori, meglio se ben maturi;
- È nel Neg-Na Yi, infine, che vengono assemblati gli iPhone, sul cratere del vicino Monte Fato, e nella Cattedrale di San Gandalio è venerata la reliquia del dito di Frodo Baggins, di dicussa autenticità.
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